Emozioni e alimentazione

In un tempo straordinario come quello che stiamo vivendo, emozioni e alimentazione sono strettamente connessi: incertezza e ansia possono indurci a mangiare di più e peggio. Perché?

Tra emozioni e alimentazione esiste un legame importante. Il comportamento alimentare di ognuno di noi è spesso influenzato da eventi e sentimenti.

Il cibo ha per noi un valore che va oltre quello puramente nutritivo, in quanto esistono fattori culturali, sociali e psicologici che influiscono sulle nostre scelte alimentari.

Spesso capita di usare il cibo come ricompensa o consolazione, come quando ci sentiamo soli e tristi e mangiamo un cibo che ci piace tanto per sentirci meglio. In questo caso rispondiamo ad una nostra emozione con il cibo.

In questo periodo viviamo un tempo rallentato e straordinario. Chiusi tra le mura domestiche per rispettare le regole stabilite dalle Ordinanze per combattere la diffusione del Coronavirus, rischiamo di mangiare per rispondere al bisogno di muoverci e soddisfare la mancanza di libertà.

Mangiare non significa semplicemente soddisfare la sensazione fisica della fame, si mangia anche per soddisfare le proprie emozioni.

Mangiare è probabilmente uno dei modi più facili per procurarsi emozioni positive, una modalità immediata per gratificarsi, anche se può comportare delle conseguenze non sempre positive per la persona: l’aumento di peso, il senso di colpa, la rinuncia a cercare altre forme di gratificazione.

Molti sono dunque i collegamenti tra cibo e sentimenti, a volte positivi, altre volte distruttivi.

Sono cibi anti ansia:
– la frutta secca, come noci e mandorle (3-4 al giorno) ricche di Omega 3
frutta e verdura di stagione, 4-5 porzioni al giorno
– i cereali integrali, per un corretto funzionamento dell’organismo
– il pesce, ricco di Omega 3, soprattutto acciughe, aringhe, pesce azzurro.

Le abitudini alimentari determinate dagli stati emotivi negativi possono mettere a rischio una alimentazione sana, portando ad una restrizione dell’apporto calorico o ad un aumento incontrollato di peso.

Nelle persone che soffrono di disturbi alimentari il cibo diventa un mezzo per comunicare un disagio profondo.

Il raggiungimento di un personale equilibrio alimentare passa attraverso lo sviluppo della competenza emotiva, per questo è fondamentale che i bambini acquisiscano la capacità di riconoscere, esprimere e gestire le proprie emozioni attraverso un’alfabetizzazione emotiva adeguata, che possa creare le basi per un rapporto sano e positivo con il cibo.